01.02.2016 (Quotidiano.it) - paolodegiosa

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01.02.2016 (Quotidiano.it)

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La donna del retro tela (in un quadro di Paolo De Giosa)





Il suo sguardo. Gli occhi di lei parlano, interrogano su quel che la bocca va dicendo (a noi chiedendo). Avverto all’indirizzo di chi guarda un pacato ma deciso rimprovero, una inaspettata rivelazione…
La sua voce: – Ora, qui mi conoscete. Sono donna, libera, anche se ho da subire l’imposizione del velo.
Esposizione iconografica: l’immagine si ‘libera’ dalla Scrittura. Nel fondo pagine di una “Vita di Maometto”, del 1040 – ci dice in una annotazione Paolo De Giosa, l’autore. Ancora qui, in un quadro d’autore, la pittura d’immagine diviene più capace delle parole, siano esse pur tante, nel comunicare con l’altro da sé. Simbolicamente il soggetto, la raffigurazione della donna araba disvelata, è – a mio avviso – rivincita, se vogliamo un affrancamento da una “scrittura” che è, o è divenuta, non strumento di conoscenza ma codificazione di una costrizione al non mostrasi. Sino alla negazione di quel che è la naturale epifania di un essere vivente (e persino di una materia inanimata): la visività comunicativa della sua specifica sostanza.
Giuseppe F. Pollutri


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