01.09.2013 (NoiVastesi) - paolodegiosa

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01.09.2013 (NoiVastesi)

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“Genesis”- Opere di Paolo De Giosa e Davide Scutece alla Mattioli di Vasto. Dal 30 Agosto al 6 Settembre.


Pitturazione d'immagine, ad arte, per dire di sè e degli altri

Una coppia d'artisti, entrambi dimoranti a San Salvo (CH), occasionalmente insieme in mostra, diversi nello stile ma assonanti in una pitturazione d'immagine poetica e narrativa, di chiara intenzionalità espressiva, di particolare impatto estetico e visivo. Un'arte contemporanea, erede della modernità  impressionista ed espressionista (Van Gogh,Gauguin, da un lato , gli aderenti alla Die Brücketedesca, dall'altra) , dove la “performance” estetica sta tutta nell'opera esposta, fatta di segni descrittivi o di grumi di colori apparentemente astratti e in realtà funzionali ad un intento estetico e allo stesso tempo comunicativo. Due uomini del nostro tempo, operai-artisti (o viceversa), che nella pitturazione d'immagine, rappresentativa o astrattizzante, trovano modo di raccontarsi e soprattuto di narrare di come si pone l'io-individuo nel contesto sociale, del come si vive, spesso a disagio e con irosa seppur mediata protesta, il proprio vivere sociale per più ragioni straniante, e talora lacerante.



Paolo De Giosa - Per i vastesi e forestieri le sue opere sono una novità e progressivamente una chiara affermazione. La scoperta di un altro artista locale ma nonprovinciale , e altrettanto e ancora della vigenza eidetica dell’arte d’immagine, utile a indagare e significare, attraverso il ritratto, attraverso i grandi e esplodenti occhi dei personaggi da cui trae motivo (musicale, letterario e cinematografico) l’opera: realtà individuali, quotidiane e famigliari, personaggi di successo ritratti’nella loro manifestazione  attoriale e umana non meno.
Lo stile di De Gioia è generalmente descrittivo. Usa il segno, preciso, affastellante e proliferante, talora ‘schizzante’  e destruente tra vivaci pennellate e grumi densi di colore, strumento per delineare iconicamente (alla comics d’arte) o per dare forma identitaria ad un viso (al personaggio noto e cult, ai suoi occhi), per caratterizzare “il divo” e, al tempo stesso, per catturare l’attenzione del ‘visitatore’ in una sorta di simpatetica e coinvolgente interazione visiva e noumenica. Non a caso, individuando una chiara cronologia nella sua produzione d’immagine, si va dall’autoritratto e alla pastellazione del viso della compagna di vita, alla ‘illustrazione’ celebratica e pur scrutante dell’attore cinematografico, all’espressione di grande impatto, di elaborazione più recente, di un essere umano identificato e descritto in un suo momento di forte emotività vitale, quasi un ...fuori quadro. Un autore da seguire negli anni a venire nei suoi successivi esiti stilistici e contenutistici. La capacità, precisa ed efficace, d’immaginare e di ‘illustrare’ è - a mio avviso - già evidente e produttiva. Promettente non meno.




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